Il teleriscaldamento arriva fino all’Area Est della zona industriale di Schio

Il teleriscaldamento arriva fino all’Area Est della zona industriale di Schio

Dopo l’Ospedale di Santorso e la 2^ zona industriale della città scledense, si estende il sistema che può sostituire le caldaie a metano e gas e che ha la potenzialità di far diminuire, ogni anno, le emissioni di CO2 pari a quelle emesse di 2.400 auto che percorrono 15.000 km annui.

“Dopo l’Ospedale e una decina di aziende d’avanguardia che utilizzano il teleriscaldamento ormai da diversi anni, abbiamo deciso di espandere la rete in zona industriale a Schio perché abbiamo avuto un’accoglienza entusiasta da parte di tante importanti aziende, realtà che prima ancora di cogliere l’opportunità del risparmio economico che questo sistema permette, hanno deciso di sposare, con i fatti, una visione strategia più ampia: ovvero quella di spingere forte sull’utilizzo dell’energia pulita”.

Daniela Pendin, Presidente di Alto Vicentino Ambiente (AVA), presenta così l’espansione della rete di teleriscaldamento nell’area Est della zona industriale di Schio. La zona interessata è quella compresa tra via Lago di Trasimeno e via Lago di Garda.

“Lo sviluppo di questo sistema, che permette di utilizzare il calore prodotto dal termovalorizzatore contestualmente al suo consueto lavoro di produzione di energia elettrica – spiega Riccardo Ferrasin, Direttore Generale di AVA –, è iniziato nel 2014 e vede attualmente servite una decina di aziende della 2^ zona industriale di Schio e l’intero Ospedale di Santorso che possono quindi avere riscaldamento e acqua calda sanitaria attraverso un circuito chiuso con scambiatori di calore. Per cui senza la necessità di utilizzare caldaie, canne fumarie da manutenere e soprattutto senza emissioni dirette”.

L’energia termica annua consegnata alle strutture già collegate è pari a 24.000 MWh di cui 8.000 MWh per il raffrescamento del Polo Ospedaliero.

“Ora – continua Ferrasin –, con questa nuova espansione della rete, portiamo il teleriscaldamento anche nell’area Est della zona industriale. Si è trattato di un investimento importante, circa 2 milioni di euro per il biennio 2020-2021 ma che comporta vantaggi in termini di sicurezza, economici e ambientali per il territorio”.

Il beneficio ambientale in termini di emissioni inquinanti evitate, considerando anche i nuovi imminenti allacci previsti da questo importante allargamento della rete, si stima possa ammontare a circa 6.000.000 kg/anno di CO2 (pari alle emissioni di CO2 di 2.400 auto che percorrono 15.000 km annui).

Altro indicatore ambientale significativo riguarda il risparmio energetico ottenuto grazie al sistema di teleriscaldamento: 7.335 sono le tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) che in un anno dovrebbero essere utilizzate per erogare l’energia utile al riscaldamento e raffrescamento delle utenze allacciate aderenti a questo servizio.

“Crediamo molto in questo progetto che altrove, nei paesi di riferimento nell’efficientamento energetico in Europa e non solo, è già affermato e diffuso – afferma la Presidente di AVA Daniela Pendin –. Questo perché non solo forniamo un servizio pulito e sicuro, ma rendiamo ancor più efficiente il nostro impianto di recupero energetico sfruttando fino in fondo il suo potenziale calorifero, che altrimenti andrebbe semplicemente disperso. Creiamo così valore per il cliente, per l’ambiente e anche per AVA e i suoi soci (31 Comuni dell'Alto Vicentino e dall'Unione Montana "Spettabile Reggenza dei Sette Comuni", ndr) che, in fin dei conti, sono i cittadini”.

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