Società trasparente

Segnalazioni di illecito - whistleblower

L’Azienda ha definito le modalità di segnalazione, attraverso le quali i dipendenti e i collaboratori possono effettuare segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del Modello di organizzazione e gestione della società, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.

Il modulo deve essere inviato con le seguenti modalità:
a) invio all’indirizzo di posta elettronica anticorruzione@altovicentinoambiente.it ad accesso esclusivo del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza;
b) invio all’indirizzo di posta elettronica organismovigilanza@altovicentinoambiente.it ad accesso esclusivo dell’Organismo di Vigilanza;
c) a mezzo del servizio postale o tramite posta interna indirizzata al RPCT o all’Organismo di Vigilanza; per garantire la riservatezza, è necessario che la segnalazione venga inserita in una busta chiusa che rechi all’esterno la dicitura “riservata/personale”.

L’ordinamento tutela i dipendenti che effettuano la segnalazione di illecito.
In particolare, con la legge 30 novembre 2017, n. 179 “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, sono state accordate al dipendente le seguenti misure di tutela:
 obbligo di riservatezza sull’identità del segnalante (whistleblower);
 divieto di atti discriminatori o di ritorsione, diretti o indiretti nei confronti del segnalante (whistleblower) per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
 sottrazione al diritto di accesso della segnalazione;
 previsione di denuncia all’Ispettorato Nazionale del Lavoro dell’adozione di misure discriminatorie o ritorsive nei confronti del segnalante (whistleblower);
 nullità del licenziamento ritorsivo o discriminatorio del soggetto segnalante (whistleblower);
 nullità del mutamento di mansioni ai sensi dell’art. 2103 del codice civile, nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del segnalante (whistleblower). E’ onere del datore di lavoro, in caso di controversie legate all’irrogazione di sanzioni disciplinari, o a demansionamenti, licenziamenti, trasferimenti, o sottoposizione del segnalante ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro, successivi alla presentazione della segnalazione, dimostrare che tali misure sono fondate su ragioni estranee alla segnalazione stessa.

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